L’organizzazione dell’Orim con le sue articolazioni locali, rappresentate dagli Opi e dagli operatori addetti, ha facilitato il lavoro di questi ultimi, legittimandoli quali interlocutori privilegiati e competenti nei confronti di organismi e istituzioni locali. Reciprocamente, l’attività della rete Opi ha garantito alla Regione Lombardia un quadro di conoscenze sul fenomeno migratorio, caratterizzato da continuità e omogeneità territoriale dei flussi informativi, e ha offerto all’Orim un contributo propositivo e di scambio mediante la partecipazione ai suoi organismi: Comitato direttore integrato e Comitato scientifico. In particolare, dal 2003, l’Osservatorio di Varese si è impegnato a rappresentare le undici province in seno all’Orim, presso il Comitato scientifico, per circa sei anni, passando il testimone nel 2009 alla Provincia di Lodi.
L’efficacia e l’efficienza del modello di collaborazione in rete sono stati riconosciuti dalla Regione Lombardia alla fine del 2004, in concomitanza con la determinazione del secondo quinquennio di attività dell’Orim. Grazie a questo intervento, gli Osservatori provinciali sull’immigrazione sono stati sottratti alla casualità dei finanziamenti – legati alle leggi di settore – potendo da allora contare su una linea di finanziamento regionale dedicata che ne garantisce la continuità. Il Decreto regionale, che finanzia gli Osservatori (sulla base di un piano di attività concordato annualmente), testimonia la qualità del lavoro realizzato in questi anni dai partner e rappresenta un raro esempio di formalizzazione dei rapporti interistituzionali tra organi funzionali di enti di secondo livello ed organi della Regione.
Inoltre, in data 28 Aprile 2010 è stata sottoscritta una convenzione quinquennale fra la DG Famiglia. Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale, la Fondazione ISMU – nella sua qualità di ente gestore dell’ORIM - e le dodici province lombarde, nella quale sono riportate le modalità di attuazione del “Piano di attività per il proseguimento, funzionamento e sviluppo della rete degli Osservatori Provinciali sull’Immigrazione (OPI) a supporto e in raccordo con l’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità (ORIM)”, approvato dalla d.g.r. n° VIII/ 011266 del 10/02/2010 che, fra l’altro, consente di assicurare le risorse necessarie alla realizzazione delle attività della rete degli OPI, coerentemente con quanto previsto dalla d.g.r. n°10459 del 9/11/2009, avente per oggetto la “Prosecuzione delle attività dell’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità: rinnovo della convenzione con la Fondazione ISMU”.
La produzione di dati e di analisi comparabili, resa possibile dalla organizzazione a rete degli Opi, ha consentito nell’ultimo decennio di evidenziare tendenze secondo le quali si è potuto orientare utilmente la programmazione di progetti e servizi, volti all’integrazione della popolazione straniera nel territorio lombardo. Inoltre, il sistema Opi ha diffuso tra gli operatori – tramite opportuni interventi di formazione o aggiornamento professionale – un nuovo linguaggio contraddistinto da alcune parole chiave quali integrazione, mediazione, intercultura che, pur nelle diverse sfumature interpretative, ricorrono in tutti i progetti e interventi in materia di immigrazione realizzati in Lombardia negli ultimi dieci anni. Questo nuovo linguaggio si è dimostrato strategico per la comprensione del fenomeno migratorio e per fornire risposte rapide, concrete e aderenti ai nuovi bisogni.